venerdì 7 ottobre 2016

Scoprire Cape Town attraverso le degustazioni di vino a Stellenbosch

Il Sudafrica è tanta roba!
Passatemi la frase, ma è proprio così.
Se ripenso al mio viaggio, la prima immagine che mi ritorna agli occhi è senza dubbio quella dei pinguini di Boulders Beach, e poi l'immenso senso di libertà provato a Capo di Buona Speranza.
Ma oggi voglio raccontarvi un'altro aspetto di Cape Town, allontanandosi di circa 50km dalla città, si raggiunge la meravigliosa regione vinicola del Capo.
Per chi non lo sapesse, il Sudafrica è un gran produttore di vini.
A bordo di un pullman abbiamo raggiunto Stellenbosch, un piccolo gioiello di architettura Cape Duth, con uno stile aggraziato, dove il barocco nord europeo si fonde con materiali sudafricani, come canne e calce di conchiglie.
I primi a stabilirsi in queste zone furono gli olandesi e gli ugonotti e il nome della cittadina  deriva proprio da Simon Van Der Stel, uno dei primi governatori della colonia olandese.
Facilitati dal clima mediterraneo, furono gli ugonotti a dare inizio alla viticultura nella valle: pensate che ancora oggi l'industria vinicola è una delle principali industrie del paese.



La giornata è iniziata con un giro alla scoperta della cittadina, passando di fronte a dimore storiche e alla chiesa principale, ma la vera punta di diamante sarebbe stata la degustazione di vini presso un'azienda locale.



Il paesaggio circostante è qualcosa di meraviglioso, colorati vigneti alle spalle dei quali troneggiano imponenti montagne riempivano i nostri occhi......davvero unico.



Accompagnati da una guida abbiamo visitato la cantina, facendoci un'idea generale di tutti i passaggi per la produzioni di pregiati vini,fra cui il Pinotage, nato dall'unione fra altri due vini e prodotto tipico del Sudafrica.



Il tour è proseguito poi con una degustazione di 5 differenti vini della zona, il tutto in una cornice davvero suggestiva: all'ombra di un'immensa quercia, di fronte ad un prato curato nei minimi particolari, seduti ad un tavolo in ferro bianco......sembrava quasi finto da quanto era perfetto.



Siamo stati davvero fortunati, in quanto un noto enologo italiano (quindi perfetto per la lingua ;-) ) ha condiviso con noi il suo sapere e ci ha fatto apprezzare maggiormente tutta quella bellezza.



Dopo aver ingerito diverso vino, era il caso di mettere nello stomaco anche qualcosa di solido, così siamo andati a pranzo in un altro luogo da sogno, un ristorante con un'intera vetrata che spaziava sulla valle piena vi vigneti!
Se andate a Cape Town, Cape Winelands è una tappa obbligatoria, anche per chi non è troppo amante del vino perchè la vista e il panorama valgono già da soli la visita.
Tantissime cantine organizzano visite guidate con degustazioni.
Alla vostra salute!!
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

mercoledì 5 ottobre 2016

Fiorenzuola di Focara: è così bella che venne citata anche da Dante nella Divina Commedia

Una piccola meraviglia incastonata in un paesaggio mozzafiato,questa è Fiorenzuola di Focara.
Ci troviamo sul Monte San Bartolo (in provincia di Pesaro-Urbino) e al confine fra Marche ed Emilia Romagna sorge questo piccolo borgo.
Percorrere le strade tortuose della riserva naturale in moto o con un'auto cabrio sarebbe proprio il top, si macinano chilometri ammirando un paesaggio davvero suggestivo: dall'alto del promontorio si può ammirare il meraviglioso mare che bagna questa parte di Italia ed un lungo tratto di costa a strapiombo sull'Adriatico.

Panorama dal monte San Bartolo

Con negli occhi ancora queste immagini spettacolari fermatevi ai piedi del piccolo borgo e addentratevi oltrepassando la porta d'ingresso, sopra la quale vi è esposta una lastra con un passaggio della Divina Commedia, affiancata dalle immagini del sommo poeta.

« Poi farà sì ch'al vento di Focara,
non farà lor mestier voto né preco »


Dovete infatti sapere che Dante citò questo gioiellino proprio ne XXVIII canto dell'Inferno.


Porta d'accesso al borgo di Fiorenzuola di Focara

Salite per il vicolo principale e raggiungete il punto di massima altezza, il campanile della vecchia chiesa di Sant'Andrea  che dalla sua altezza domina tutto il territorio: da qui la visuale è davvero pazzesca.


Campanile

Riuscirete a vedere anche la spiaggia proprio sotto di voi...e se volete raggiungerla,incamminatevi per il Sentiero dell'Amore.



Scattate qualche foto e fermatevi a contemplare l'orizzonte da una delle panchine posizionate sotto gli imponenti alberi.

Veduta dalle panchine 

Il nome "Focara" deriva dagli innumerevoli fuochi che venivano accesi sul promontorio per segnalare la presenza dello sperone di roccia ai naviganti; sembra risalga ai tempi dei romani.
Se ci andate d'estate non potete assolutamente perdervi la spiaggia sottostante, anche se non sarà una passeggiata raggiungerla vi assicuro che ne vale la pena.
Se la stagione invece non è adatta per un bagno, continuate in direzione dell'Emilia Romagna e in soli 10 km vi ritroverete a Cattolica.
L'ultima opzione invece interessa (comunque tutti) gli amanti di storia, dopo Fiorenzuola potrete visitare le altre zone difensive limitrofe,come Casteldimezzo e Gradara; esse infatti facevano tutte parte del sistema difensivo per il controllo del confine fra ravennati e pesaresi.
Un altro scorcio da non perdere si trova girando a destra prima di oltrepassare la porta d'ingresso, passate sotto ad un piccolo arco e davanti ai vostri occhi vedrete il blu del mare; anche da qui partono sentieri per raggiungere la spiaggia.



Fiorenzuola vanta anche un museo interessante, al suo interno troverete la spiegazione dell'intera biodiversità che popola l'intera zona.
Sarà che io sono di parte perchè ci vivo vicino, ma ogni volta che ci metto piede me ne innamoro di nuovo.....quindi se siete in zona è una tappa obbligatoria!
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.


domenica 2 ottobre 2016

Venezia e non solo: alla scoperta della laguna veneta

Se vi parlo di laguna veneta, a cosa pensate?!
A Venezia,vero?!
Beh, fino a poche settimane fà commettevo anche io questo errore e oggi vi spiego il perchè.
Logicamente è giusto pensare anche a Venezia, ma non solo a Venezia.
La laguna infatti è davvero grande, si parla di circa 550 chilometri quadrati e per questo interessa varie zone.
Ho avuto la possibilità di partecipare a Lagoon Sunsets, una bellissima giornata alla scoperta dei lati più nascosti della laguna organizzata dall'Assessorato al Turismo del Comune di Jesolo in collaborazione con l'agenzia Phil Fresh e mi si è aperto un mondo.
Azzerate la mente riguardo a questo argomento e preparatevi a viaggiare con me.
Siamo partiti dallo storico Hotel Bellevue di Jesolo, situato all'interno della pineta dove l'evento ha preso vita con un concerto di fisarmonica del bravissimo Paolo Forte per poi avvicinarci alla laguna a bordo di un pulmino.
Percorrendo per pochi chilometri una strada in mezzo al verde, ammirando il paesaggio circostante e attraversando campi di soia, abbiamo raggiunto in men che non si dica l'Agriturismo La Barena, situato in una posizione meravigliosa, proprio a ridosso della laguna dove
un graditissimo buffet ricco di prodotti tipici della zona ci attendeva.



Il luogo è davvero suggestivo, un ottimo soggetto per delle bellissime fotografie: prendendo un piccolo sentiero ci si ritrovava praticamente in mezzo all'acqua, completamente circondati dalla laguna e da una pace disarmante.



L'ecosistema della laguna rimane impresso negli occhi e nello spirito.
Pensate che nella Laguna Nord si trovano valli da pesca,soggiorni di fenicotteri e distese di salicornia.



Per scoprire le bellezze della laguna non c'è posto migliore che all'interno della laguna stessa, così ci siamo imbarcati su un'imbarcazione storica, costruita completamente in legno e abbiamo iniziato la navigazione in direzione dell'isola di Torcello.
Durante il tragitto si possono ammirare diverse barene, ovvero terre periodicamente sommerse,fondali, canali e le coloratissime casette dell'isola di Burano famose in tutto il mondo insieme alla lavorazione artigianale dei merletti.



Anche la navigazione è stata all'insegna del buon cibo e del buon vino (bhe in Veneto non poteva essere altrimenti), infatti abbiamo gustato anche quì prodotti della cucina locale, dai panini al cacao ripieni di formaggio fino ad arrivare ad alcuni dolci irresistibili: sento ancora il profumo di una pallina di cioccolato bianco accompagnata da una delicatissima resina....il tutto fornito dall' agriturismo Bon Tajer.




Come detto in precedenza, la nostra meta era un'altra isola della laguna-nord, quindi dopo aver oltrepassato la casa della madre di Giacomo Casanova abbiamo messo piede sull'isola di Torcello.
Si tratta  di una delle più importanti isole della laguna di Venezia che in passato ricoprì un ruolo davvero strategico:fu uno dei più antichi insediamenti che  diedero vita alla Serenissima e anche dopo più di 1000 si respira il fascino indescrivibile.
Punto di forza dell'isola è senza ombra di dubbio la Basilica di Santa Maria Assunta che custodisce al suo interno un mosaico di notevole bellezza; è difficile spiegare a parole la maestosità di quell'opera. La spiegazione impeccabile della nostra guida mi ha portato indietro nel tempo, fino a condurmi ad una celebrazione con la compagnia di migliaia di persone che abitavano l'sola e lavoravano la lana.



Usciti dalla chiesa abbiamo visitato il Museo di Torcello ubicato proprio lì a fianco, che racchiude diverse testimonianze del passato.



L'isola è davvero carina, i suoi ponti sui canali che l'attraversano sono delle vere chicche....non perdetevi il "Ponte del Diavolo", al quale inevitabilmente è legata una leggenda.




Come degna conclusione di un'ottima giornata ci siamo recati al Ristorante Villa '600, ricavato da un antico casolare del 1600 dove abbiamo gustato piatti della tradizione come il baccalà mantecato e il crosticcio di polenta da dove è possibile ammirare un meraviglioso tramonto.



Ma le sorprese non sono finite qui,infatti il calare del sole è stato  accompagnato da un concerto della pianista Rita Marcotulli e del sassofonista britannico Andy Sheppard.
E' stata una giornata davvero interessante che mi ha permesso di conoscere meglio la laguna: da oggi in poi non la collegherò solamente a Venezia.
Vi consiglio di organizzare un tour alla scoperta delle bellezze nascoste di queste terre, cercando di vedere sotto un'altra ottica sia Venezia che Jesolo.
Le zone si prestano anche a itinerari in bicicletta,così da essere ancora più a contatto con la natura.
Io invece credo che ci tornerò a breve, devo assolutamente approfondire tutta la storia legata al fiume Piave,che cambiò il suo corso negli anni e che fu di vitale importanza per la nascita della Serenissima in quanto tutto il legname utilizzato per creare la città passò lungo il suo corso.....ma questo è un altro discorso.
Ah,come ultima cosa (ma non meno importante,anzi) volevo ricordavi che la Valle del Piave è candidata a Paesaggio Culturale Patrimonio dell'Umanità per l'UNESCO, a dimostrazione del fatto che è ricca di bellezze!
Fateci un pensierino.
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.