lunedì 25 marzo 2019

L’Acquedotto Romano di Pesaro

A trent’anni suonati, ieri ho fatto una bella scoperta riguardo alla mia città: a Pesaro abbiamo un Acquedotto Romano di più di 2000 anni ancora funzionante.
Non è bellissimo?
Diciamo che da una parte mi vergogno un po’ per la mia ignoranza ma non lo sapevo,che ci posso fare? Proprio per questo ho deciso di scrivere un articolo, per dare una dritta agli ignari come me.
Grazie alle giornate FAI di Primavera ho preso parte ad una camminata con la guida di una bravissima archeologa che in qualche ora ci ha fatto ripercorrere la storia.
La nostra avventura è iniziata quasi da Novilara, da dove prendendo il Sentiero Santa Croce,siamo scesi fino a Muraglia.
Inizio del Sentiero Santa Croce

Lo sapete che Pesaro prima di essere colonia romana era già abitata dai Piceni?!
Il sentiero che ho citato poco fa, attraversa proprio la zona in cui sorgeva una Necropoli Picena e dove sono state ritrovate più di 400 tombe.
Anni fa era stato creato il Museo Diffuso e diversi pannelli spiegavano tutta la storia, oggi purtroppo credo che il pannello leggibile sia solo uno, ma la storia è davvero interessante.
Ma torniamo alla scoperta maggiore: l’ Acquedotto Romano.
La cosa che personalmente mi sconvolge in senso positivo è che nel 2019 sia ancora funzionante, infatti rifornisce l'acqua alla fontana di Piazza del Popolo e a vari stabilimenti balneari.
Senza entrare nel dettaglio perché non ne ho le competenze, vediamo come ci si presenta l’acquedotto.
La maggior parte dell’impianto è sotterranea, l’unica parte sopraelevata era quella dei quattro archi creati per oltrepassare la Flaminia,ma di tutto ciò oggi è rimasta solo una porzione di muro..... dal quale sembra prendere il nome il quartiere di Muraglia.

Unici resti della parte esterne dell'acquedotto

Proprio nelle campagne di Muraglia sono visibili le uniche parti esterne dell’acquedotto.
Non attinge acqua da una fonte naturale,fu costruito in modo da assorbire acqua dal terreno e incanalarla nella conduttura.
Si identifica facilmente il percorso della conduttura perché ogni 35 metri circa, sorgeva un pozzetto avente la funzione di ingresso per la manutenzione.

Esempio di pozzetto

Se vi recate nella zona degli orti di Muraglia,dirigendovi verso il poligono, in mezzo ai campi vedrete innalzarsi diversi paletti, ognuno dei quali è stato affisso su un singolo pozzetto.

Linea di pozzetti

Questi cartelli indicano che l’impianto è ancora funzionante e sotto la supervisione di Marche Multiservizi.
Pensate come cambia la prospettiva: da un semplice cartello di cui probabilmente non avevo mai letto la scritta ad indicatore di un’opera storica.

Cartelli sui pozzetti

I pozzetti hanno diverse altezze e diverse forme, alcuni sono circolari mentre altri sono rettangolari è proprio grazie al FAI, siamo riusciti a vederne uno scoperto, attraverso una grata di protezione si percepiva l’altezza e la struttura interna.

Interno di un pozzetto

Non mi dilungo ulteriormente perché come detto in precedenza non ne ho le competenze, ma mi sembrava opportuno condividere questa bella scoperta con tutti voi, fosse anche solo per un’unica persona che come me non conosceva l’Acquedotto Romano di Pesaro.
Alla prossima scoperta,
Viaggiatrice Seriale.


1 commento:

  1. Ti ringrazio per queste belle informazioni, io ho una campagna a novilara dove insiste proprio una cisterna romana

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