domenica 19 maggio 2019

Cosa vedere a La Maddalena e a Caprera

La Maddalena è uno dei fiori all'occhiello della Sardegna; si tratta di un arcipelago formato dalle isole di Maddalena, Budelli (famosa per la sabbia rosa, oggi chiusa al pubblico), Spargi, Razzoli, Santa Maria, Santo Stefano e Caprera (che ospita la casa di Giuseppe Garibaldi).
Il mio tour in Gallura è iniziato proprio nel migliore dei modi, con un giro in gommone alla scoperta di queste meraviglie.

Il meraviglioso mare di La Maddalena 

Inutile dire che l'acqua de La Maddalena è meravigliosa, non vi nego che anche se eravamo in bassa stagione la tentazione di tuffarsi è stata davvero grande!
Oltre alle bellezze paesaggistiche però, abbiamo scoperto delle informazioni davvero interessanti, come ad esempio cosa sono i tafoni. Voi lo sapete? Si tratta di cavità che si creano dal basso verso l'alto della roccia, utilizzate molto probabilmente anche come rifugi.

Tafoni

Altra caratteristica della zona sono le formazioni rocciose che corrose dal vento assumono le forme più svariate...si passa dalla strega all'orso e ormai tutte sono state rinominate.
Tutto questo perchè si tratta di una zona granitica,sono presenti infatti diverse cave dove hanno trovato lavoro tantissimi scalpellini.
La Maddalena è collegata all'isola di Caprera da un ponte, quindi una volta lì, vi consiglio di visitarle entrambe.
Sapete che proprio in questa parte del globo l'Eroe dei Due Mondi decise di trascorre gli ultimi anni di vita?
Già dalla barca si distingue benissimo la grande Casa Bianca, ovvero la dimora di Giuseppe Garibaldi, in cui non si limitò solo a condurre una vita tranquilla ma nella quale ospitò e incontrò diversi personaggi famosi.
Oggi è divenuta una Casa-Museo, poco distante dalla quale sorge invece il Memoriale Giuseppe Garibaldi.
Personalmente ho apprezzato tanto questo museo,allestito con cura alterna proiezioni multimediali ad esposizioni che aiutano il visitatore a ripercorrere le gesta di Garibaldi.

Memoriale Giuseppe Garibaldi

Altra chicca dell'isola di Caprera è  il Borgo di Stagnali - uno dei pochi centri abitati, se non l'unico - che vanta una piccola chiesetta in cui molte persone da fuori vanno a sposarsi.
Dopo la tappa storica arriva anche quella sportiva; a Caprera infatti  ha sede la più antica scuola di vela d'Italia, il Centro Velico di Caprera che organizza corsi di diversi giorni per approcciarsi a questo bellissimo sport a contatto con il mare.
Direi che iniziare in queste acque è già qualcosa di magnifico, che dite?

Centro Velico di Caprera
Il nostro giro in auto è proseguito poi alla scoperta della natura più selvaggia. Abbiamo infatti fatto una tappa in un bosco davvero rigoglioso per poi passare ad un punto panoramico da cui si gode di una vista eccezionale e allo stesso tempo si è circondati da una distesa infinita di fiori fucsia (chiamati anche fiori di Garibaldi).

Punto panoramico

Tornando nel centro de  La Maddalena abbiamo passeggiato tra le viuzze ammirando i particolari balconi in ferro battuto e facendo anche un saluto alla statua di Garibaldi.....ogni cosa parla di lui.

Statua di Giuseppe Garibaldi

Dopo tutte queste interessanti scoperte siamo di nuovo saliti a bordo del traghetto che in meno di mezz'ora ci ha ricondotto a Palau.
I collegamenti con la Sardegna infatti sono continui.
Essendoci stata fuori stagione ho potuto apprezzare l'isola nel momento di calma, senza l'afflusso estremo di turisti e l'ho davvero apprezzata, quindi vi consiglio di farci un pensierino anche per la stagione primaverile e autunnale, ottime soprattutto per gli appassionati di trekking e camminate.
Ovviamente con il caldo le attività sono differenti, da non perdere un giro delle isole in gommone o in barca.... se non avete la vostra affidatevi a Mjtours, il Capitano Marco vi accompagnerà con la "Città di Chiavari" alla scoperta degli angoli più belli dell'arcipelago de La Maddalena.
Ora è arrivato il momento di spostarsi in Sardegna e scoprire la parte dell'entroterra.....il viaggio continua, Gallura stiamo arrivando.
Alle prossime avventure,
Viaggiatrice Seriale.

In collaborazione con Associazione Turismo Gallura 

sabato 18 maggio 2019

Notte dei Musei 2019

Appassionati d'arte (e non) ho una notizia che vi renderà felici.
Sabato 18 maggio torna la Notte dei Musei 2019 con apertura straordinaria dei principali musei europei; l'ingresso infatti subirà una variazione rispetto all'orario canonico, sarà possibile visitarli dalle 20:00 alle 02:00 ad un costo simbolico di 1 euro.



Non tutte le strutture aderiscono a questa tariffa,comunque troverete sicuramente prezzi scontati.
E' un evento a livello europeo,quindi se per caso questo weeekend siete all'estero informatevi pure!
Si tratta di un'occasione unica per scoprire le bellezze racchiuse nei nostri musei e forse l'orario differente rende il tutto più suggestivo.
Buon sabato sera alla ricerca della bellezza e della cultura.
Viaggiatrice seriale.

lunedì 13 maggio 2019

ll Museo del Sughero di Calangianus

Il sughero... questo sconosciuto!
Sapete che la Sardegna è uno dei maggiori produttori di sughero a livello mondiale?
Durante il mio tour in Gallura, ho potuto approfondire questo discorso e se devo essere sincera, me ne sono proprio appassionata.
Il comune di Calangianus, in provincia di Olbia-Tempio, viene definito "la capitale del sughero" ed il motivo è proprio semplice; la zona è ricchissima di tipiche sugherete e l'intera economia  del comune, per decenni ha visto in questo prodotto la maggiore fonte di reddito.
Proprio nel centro storico, all'interno del settecentesco ex Convento dei Francescani, nel 2011, per volere dell'Associazione turistico-culturale "Contiamoci" è nato il Museo del Sughero.

Ingresso al Museo del Sughero di Calangianus 
La struttura, divisa in due piani, ospita nella parte inferiore i macchinari per la lavorazione e in quella superiore un'esposizione variegata di tappi di sughero e diverse proiezioni multimediali che mostrano le varie fasi di trasformazione.
Come sapete, non amo particolarmente i musei, ma questo ha stuzzicato la mia curiosità ed è proprio per questo che ve lo consiglio.
A mio avviso infatti, si tratta di un materiale molto affascinante.
Pensate che in passato in tutti i garage e in tutte le cantine di Calangianus c'era un componente del nucleo famigliare che tagliava i tappi.

Raccolta di tappi al Museo del Sughero

Oggigiorno tutte le fasi di lavorazione sono svolte da macchinari, ma vi racconto come ci si comportava una volta.
Innanzitutto (anche oggi) la raccolta del sughero avviene ogni 10/12 anni, tempo necessario per far sì che si riformi e rigorosamente tra maggio e agosto; la pianta deve avere almeno 15/20 anni di età e la sua circonferenza deve essere di almeno 60 cm.
Se tutti i requisiti sono rispettati scendono in campo gli scorzini, ovvero coloro che sapientemente incidono la corteccia senza recare danno alla pianta e con l'aiuto del manico del'ascia la estraggono.
A questo punto viene recuperata dai carichini che la trasportano al posto di raccolta più vicino e poi verrà bollita.
Seguirà la fase di piattitura e in seguito verrà impilata e rigirata per sei giorni consecutivi, così da creare uno spessore omogeneo.
Dopo tutto questo viene lasciato all'aria aperta per un intero anno prima di essere trasformato.
Un'altra cosa particolare che ho imparato è che esistono due tipi di sughero: maschio e femmina ma non sono piante diverse, bensì differenti estrazioni.
Da tutte le piante infatti, con la prima estrazione si ottiene il sughero maschio e dalla seconda in poi il sughero femmina.

Corteccia di sughero estratta
Questo materiale è perfetto per tantissimi utilizzi, molto dei quali difficili anche da pensare.
Sapete che con le polveri sottili si creano scrub per il viso e che con le polveri fini si fanno fuochi d'artificio?!
Parlando di sanitaria ci sono addirittura cuscini fatti di sughero....ma il prodotto che tutti noi conosciamo è senza ombra di dubbio il tappo di sughero.
Durante la visita al museo, la guida vi spiegherà nei minimi dettagli le differenti tipologie di tappo, io vi anticipo solo che fondamentalmente sono tre: quella composta da un unico pezzo di sughero, quella composta da un corpo agglomerato chiuso alle estremità da due rondelle di sughero naturale e quella di agglomerato unico.

Secondo piano del Museo del Sughero 
Quando aprirete la prossima bottiglia dateci un'occhiata!
Alla prossima scoperta,
Viaggiatrice Seriale.

In collaborazione con Associazione Gallura Turismo

martedì 30 aprile 2019

Media kit

Informazioni sulla Viaggiatrice seriale

Sono Elisa, 34enne di Pesaro e sono una viaggiatrice "inside".
Viaggiare per me non è solo un hobby ma un vero bisogno.
Quando posso parto, che sia per il viaggione dell'anno o per un semplice fine settimana.
Questa passione fa parte di me sin da quando ero bambina e gli unici viaggi erano quelli in macchina con i miei. Nel corso degli anni poi le tipologie di viaggio sono cambiate, passando dai viaggi di gruppo con gli amici fino ad arrivare a quelli con il mio compagno di viaggi ideale (il mio ragazzo).
La prima grande avventura è stata alla scoperta della Florida, partendo da Miami in macchina, raggiungendo Key West e risalendo l'altra costa fino ad arrivare a Orlando.
Non dico mai di no ad una partenza, che sia un luogo di relax o un viaggio zaino in spalla, anche se i miei preferiti sono quelli che uniscono mare e cultura. SI, essendo nata in una città di mare non posso farne a meno!
L'Africa mi ha completamente rapita, il mio viaggio più bello è stato quello in Tanzania (con safari) conclusosi poi nel meraviglioso mare di Zanzibar. Ma anche l'Irlanda mi è entrata nel cuore.
Ultimamente mi sto focalizzando sulle bellezze italiane, soprattutto quelle della mia regione.
Amo la natura e le giornate all'aria aperta e non mi tiro indietro di fronte ad attività quasi "estreme", nelle quali al momento rientrano un lancio in parapendio, una camminata subacquea,il volo dell'angelo, un volo in mongolfiera e una visita speleologica alle grotte.
Alcuni mi dicono di non essere obiettiva perchè trovo il bello in qualsiasi posto.
Avere la fortuna di scoprire un luogo nuovo per me è sempre una vittoria.





Il blog

Nel 2013 ho creato il mio blog "Diario di una viaggiatrice seriale" per condividere informazioni utili con altre persone ma in primis l'ho fatto per me, per darmi la possibilità di appuntare e di non dimenticare niente di ogni singolo viaggio.
Tutti gli articoli sono scritti da me e trattano solo di esperienze vissute in prima persona e non attraverso racconti altrui.
Si spazia dal piccolo borgo a pochi km da casa fino ad arrivare dall'altra parte dell'oceano: quando si parla di viaggi e scoperte niente è escluso.
Sono un acquario e quindi il viaggio è parte di me!

Sono disponibile a collaborare con enti del turismo e a partecipare a iniziative per promuovere e far conoscere luoghi incantevoli a quante più persone possibile.


Numeri (aggiornamento Aprile 2019)

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Blog tour 

Veneto (Lagoon Sunset)
Città della Pieve (L'Umbria che non ti aspetti)
Noicàttaro - Puglia (I Riti della Settimana Santa di Noicàttaro - Puglia meno conosciuta)
Cupramontana - Marche ( La Sagra dell'Uva)
Adelfia - Puglia (San Trifone, tra devozione, luci e colori)
Vieste - Puglia ( Vieste e la Fanoja di San Giuseppe)


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Per qualsiasi richiesta o proposta di collaborazione scrivimi all'indirizzo aroundtheworldnew@gmail.com

Montagnana: cosa fare in uno dei borghi più belli d'Italia

Uno dei borghi più belli d'Italia: Montagnana.... e non fatico affatto a crederlo.
Immaginatevi di essere teletrasportati nel Medioevo, di vivere in un borgo circondato da maestose mura e di essere contemporanei di illustri combattenti e personaggi storici.
Ecco, state immaginando la vita a Montagnana.
Grazie ad un blog tour organizzato da Visit Montagnana, ho avuto la possibilità di scoprire questo territorio.
Ma cosa non perdersi?!
Fiore all'occhiello senza ombra di dubbio sono le mura, ben 1950 metri di mura intatte che fanno di Montagnana una delle città con la cinta muraria meglio conservata a livello europeo.....la vera caratteristica della cittadina.

Le mura di Montagnana

Pensate che ha addirittura la forma di un pentagono irregolare, la cui punta è proprio una delle 24 torri.
Il colpo d'occhio appena si arriva è veramente straordinario e una passeggiata lungo il perimetro è il modo perfetto per coglierne l'essenza.
Per avere invece una veduta più ampia e spaziare fino ai colli Euganei, vi consiglio di salire sul Mastio Ezzelino, una torre di circa 40 metri d'altezza.
Ritornando con i piedi per terra, ma mantenendo sempre lo sguardo rivolto verso l'alto, gli occhi si riempono della bellezza dei palazzi storici, uno più affascinante dell'altro.
Noi siamo entrati all'interno del Palazzo Pomello- Chinaglia e abbiamo fatto un altro viaggio nel tempo.
Risalente al 1300, sembra essere stato di proprietà del famoso capitano di ventura Gattamelata, fino ad arrivare al Presidente della Camera Luigi Chinaglia.
Personalmente ho apprezzato una meravigliosa porta in legno intarsiata, dietro la quale si apre un piccolo salotto, molto probabilmente il luogo in cui in passato gli ospiti attendevano il proprietario della villa al loro arrivo.

Porta a Palazzo Pomello-Chinaglia

Dopo aver attraversato la grande sala illuminata da un gigantesco lampadario e adornata con quadri e busti di personaggi importanti, si raggiunge il cortile interno, anch'esso degno di nota.
Impossibile visitare un centro storico e non ammirare il suo Duomo, vero?!

Il Duomo di Montagnana

Quello di Montagnana, risalente alla metà del 1400 circa,  si affaccia sulla Piazza Vittorio Emanuele II e viene definito anche come la nave che entra nel porto, in quanto non segue la direttrice.
Al centro della piazza sorge la statua di Vittorio Emanuele, dove precedentemente svettava il Leone di Venezia, ma stranamente rivolge le spalle alla chiesa, simbolo della rivalità tra le due parti.
Da non perdere al suo interno sono i due affreschi di Giorgione che emersero solo dopo un restauro.
Le mura di Montagnana furono fatte costruire da Francesco il Vecchio, amico di Francesco Petrarca, al quale diede in dono una residenza sui colli Euganei.
Un altro punto importante della città è la Rocca degli Alberi, che venne edificata nel punto preciso in cui gli Scaligeri riuscirono ad abbattere le mura; il suo nome deriva dal fatto che la zona era la più verde di tutte.
Gli scorci irresistibili sono davvero tanti, facendo una passeggiata per il borgo scommetto che vi fermerete innumerevoli volte per immortalare qualche angolino.

Scorci delle mura

Montagnana ha sempre vantato una posizione strategica e ancora oggi è un ottimo punto di partenza per visitare le maggiori città venete come Venezia, Padova e Verona.
La gastronomia è un altro punto forte di questa piccola parte del Veneto, soprattutto il Prosciutto Crudo Berico Euganeo.... se volete gustarlo in un modo alternativo recatevi alla Gastronomia Zannini e uscirete con un bel cono di prosciutto.

Cono di prosciutto della gastronomia Zannini

Per concludere la giornata in modo fiabesco e romantico, ci siamo diretti al Relais Castello Bevilacqua, una location da sogno anche per i matrimoni.
La storia del castello è molto antica e anche parecchio travagliata, ma la sua bellezza è arrivata fino ai nostri giorni.

Relais Castello Bevilacqua

Che dite, vi ho fatto venire voglia di visitare Montagnana?!
Al prossimo borgo,
Viaggiatrice Seriale.

PS: se dovete alloggiare in zona vi consiglio Villa Fava, una bellissima villa settecentesca.
Per quanto riguarda il cibo invece vi consiglio l' Hostaria San Benedetto, il Ristorante Le Mura e la Pasticceria Cuccato.
Se invece cercate una guida, rivolgetevi a Murabilia, Silvia ci ha guidato egregiamente nella nostra scoperta.

martedì 23 aprile 2019

Cosa vedere a Vieste

Quando mi chiedono la prima parola che associo alla Puglia, io rispondo sempre mare.
Se penso al Gargano, non posso che fare riferimento a Vieste, meta di vacanze estive....anche se da poco ho scoperto degli ottimi motivi per visitare Vieste anche fuori stagione; che sia in inverno o in estate, ecco cosa vedere.

Alba su Vieste

Concattedrale di Santa Maria Assunta

La Concattedrale in stile Romanico-Pugliese, dalla forma a croce latina, risale al periodo longobardo.
Al suo interno troviamo diverse colonne e alcune finestre che emersero solo dopo i lavori di restauro del 1978 -prima dei quali erano stuccate- e diverse opere fra cui spicca il quadro del 1585 relativo alla Battaglia di Lepanto.

Concattedrale di Santa Maria Assunta 
La Basilica è dedicata a Santa Maria Assunta, ma i due patroni della città sono San Giorgio Martire e Santa Maria di Merino; proprio legata a quest'ultima figura, possiamo trovare una statua lignea scolpita su legno di tiglio risalente al 1300 circa che venne trovata dai pescatori sulla spiaggia.
La proprietà venne contesa fra i pescatori di Vieste e quelli di Peschici, così la statua venne caricata su un carro trainato da alcuni buoi, liberi di prendere qualsiasi strada; gli animali si diressero verso Vieste e così Santa Maria di Merino divenne la patrona della città.
Poco lontano dal centro storico sorge anche il Santuario di Santa Maria d Merino, meta di pellegrinaggi.

Castello Svevo

La città di Vieste è dominata dall'alto dal Castello Svevo, così chiamato anche se non risente delle influenze sveve ma bensì di quelle longobarde e bizantine e risale all'anno 1000 circa.
Sorgendo sulla parte più esposta d'Italia, proprio sulla punta estrema, la posizione della città era strategica, addirittura anche per i traffici con l'Oriente.

Tratto di mura del Castello Svevo

Il castello appartiene alla Marina Militare, ma da quest'anno è visitabile in determinate giornate.
Vi garantisco che da lì si gode di un'ottima visuale sull'intera città di Vieste, sul meraviglioso mare e sul famosissimo scoglio di Pizzomunno.

Pizzomunno

Possiamo definirlo uno degli scogli più conosciuti d'Italia; è ormai il simbolo della città di Vieste.
Impossibile non scendere in spiaggia e scattare delle belle fotografie, il contrasto fra il bianco e l'azzurro del mare è davvero accattivante.
La leggenda di Pizzomunno e Cristalda racconta la storia di questo enorme monolite.

Il famoso scoglio di Pizzomunno

Chiesa di San Francesco

Ubicata su di una sporgenza di roccia, questa chiesa sembra quasi interamente circondata dal mare se la si osserva dall'alto, magari dal Quartiere Ebraico da dove si ha una vista pazzesca.

Veduta della Chiesa di San Francesco dal Quartiere Ebraico 
Vicoli

Dopo aver visitato le attrazioni principali, concedetevi una passeggiata per i vicoli della città senza una meta precisa, camminate con gli occhi rivolti verso il cielo e scoprirete scorci davvero deliziosi.
Dato che ci siete poi, potreste anche fermarvi in qualche bottega e ammirare gli artigiani al lavoro.



Escursioni

Vieste sorge in una posizione molto comoda per effettuare delle escursioni giornaliere e quindi vistare alcuni centri limitrofi come ad esempio Monte Sant'Angelo, Mattinata e Manfredonia.

Dove mangiare

Avendoli testati personalmente vi suggerisco qualche ristorante dove gustare dell'ottimo pesce e dell'ottima carne:
Vecchia Vieste, Ristorante Box 19,Acqua, Masseria La Valle del Cerro, Il Capriccio.

Che dite, vi ho dato sufficienti motivi per visitare Vieste?
Io credo di sì.

Grazie a Daunia Press Tour, Comune di Vieste e Regione Puglia.

Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice Seriale.


martedì 9 aprile 2019

Vieste: la leggenda di Cristalda e Pizzomunno

Un modo alternativo per scoprire un territorio: quello attraverso le sue leggende.
Sono da poco tornata da Vieste, quindi - per i pochi che ancora non lo conoscessero - vi svelo il suo lato romantico.
La leggenda narra dell'amore fra due bellissimi giovani, il pescatore Pizzomunno e la bella Cristalda che pur essendo innamoratissimi non riuscirono a vivere la loro storia.
Le sirene infatti, gelose di questo amore, cercavano di attrarre il bel Pizzomunno ma fu proprio Cristalda ad essere catturata mentre attendeva sulla spiaggia il rientro del suo amato.
Condotta nei fondali marini perse la vita proprio davanti agli occhi di Pizzomunno che stava rientrando dalla pesca, il quale dal dolore rimase pietrificato.

Pizzomunno, Vieste
Il giorno successivo infatti i pescatori trovarono sulla spiaggia il bellissimo monolite bianco nel quale si era trasformato il giovane.
Come si suol dire "l'amore vince su tutto", quindi ai due innamorati è concesso di incontrarsi solamente in una  notte d'agosto, una volta ogni cento anni.
Vi sembra di aver già sentito questa storia?!
Molto probabilmente è così, infatti viene raccontata anche in una canzone di Max Gazzè.
Alla prossima leggenda,
Viaggiatrice seriale.